Newsletter N.23 - ENPAP raggiunge e supera per il terzo anno consecutivo il target di integrale rivalutazione dei montanti

Scritto da admin in 4 dicembre 2011 – 16:12 -

Newsletter Costruire Previdenza ER N.23

La variazione al Bilancio di previsione 2011 votata a fine novembre ha confermato anche quest’anno un risultato di gestione positivo, doppiamente positivo se consideriamo l’andamento non certo esaltante dei rendimenti e delle borse che ha caratterizzato questi ultimi anni. Ciò consente di preventivare ulteriori interventi di assistenza oltre ad un rafforzamento del patrimonio dell’Ente con una riserva accantonata pari a 32 milioni di euro.


Il 2011 ha visto la realizzazione delle seguenti iniziative:

-    Nuove scadenze di versamento con inizio dei pagamenti nell’anno successivo (da marzo) e rateizzazioni senza sanzioni.
-    Possibilità di ridurre l’ammontare della prima rata di marzo qualora si preveda di conseguire un reddito inferiore a quello dell’anno precedente
-    Riduzione degli interessi di mora dallo 0,60% allo 0,48% in caso di dilazione del versamento dei contributi
-    Raddoppio dello stanziamento a favore del Fondo di assistenza.
-    Nuova copertura assicurativa Unisalute attraverso il Piano sanitario base pagato interamente dall’ENPAP con la possibilità di ampliare le prestazioni, a tariffa convenzionata, per l’iscritto ma anche per i familiari.
-    Indennità di infortunio o malattia se si protraggono oltre i 7 giorni consecutivi
-    Procedura di regolarizzazione contributiva (scadenza 30 nevembre 2011) che permette pagamenti rateizzati e un abbattimento delle sanzioni pari a quelle attualmente in vigore.
-    Nuove convenzioni accessibili dall’area riservata e programma GE.CO per la fatturazione e la gestione dell’attività professionale.

Nel 2012 nonostante nell’ultima finanziaria la tassazione sulle rendite sia stata portata al 20% e non siano stati previsti regimi agevolati per gli enti previdenziali, si prevede possa essere di nuovo raggiunto l’obiettivo di integrale rivalutazione dei montanti più un maggior valore quantificabile in circa 8/9 milioni di euro.
Tra le novità in cantiere segnaliamo l’introduzione di una nuova forma di assistenza “per consentire una migliore conciliazione tra maternità/paternità e professione nel momento in cui a seguito della nascita di un figlio si subiscono ripercussioni sia sull’attività professionale a causa della contrazione dell’attività e delle difficoltà oggettive nell’esercizio della libera professione, sia sull’economia della famiglia in virtù delle nuove e ingenti spese da affrontare per la gestione del figlio”. Questa nuova forma di assistenza a sostegno della genitorialità entrerà in vigore non appena i Ministeri vigilanti daranno l’assenso, sarà nostra cura comunicarti i dettagli appena possibile.


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Presentato il primo rapporto AdEPP sulla Previdenza privata Italiana

Scritto da anna.sozzi in 3 dicembre 2011 – 15:52 -

Il Centro studi dell’Associazione degli Enti Previdenziali Privati, nato a febbraio 2011 per condurre attività di ricerca in ambito previdenziale, ha prodotto il primo rapporto sulla Previdenza privata italiana che fotografa la situazione delle 20 casse dei liberi professionisti italiani alla fine del 2010: 2 milioni di iscritti (di cui ENPAP rappresenta l’1,86%), un patrimonio complessivo stimato in 43 milioni di euro suddivisi per il 76 % in componente mobiliare e 23% immobiliare (gli Enti 103 detengono mediamente una componente immobiliare inferiore pari al 5,9%), una crescita media degli iscritti dell’1,8 % annuo (crescita ENPAP pari a 9,20%).

“Lo studio segna l’inizio di un percorso di approfondimento, segna la volontà di trasparenza verso gli iscritti e la società intera sui contenuti del nostro agire e sulla tenuta del nostro impianto sociale. Siamo un pezzo della spina dorsale della società, siamo solidi e solvibili e tecnicamente non possiamo fallire, come dimostrano i frequenti controlli attuariali richiesti dai Ministeri vigilanti. Se questi criteri fossero stati applicati in Italia negli ultimi 30 anni non saremmo in queste condizioni. ” ha affermato Andrea Camporese presidente AdEPP.

Il rapporto fotografa una realtà della libera professione diversa dai luoghi comuni e dagli slogan che dipingono i liberi professionisti come dei privilegiati: il mondo dei professionisti non gode di alcun ammortizzatore sociale, si assume in proprio tutti i rischi e subisce pesantemente gli effetti della crisi. La liberalizzazione è necessaria non certo per eliminare privilegi ma per rimuovere gli ostacoli allo sviluppo delle professioni. L’attuale Presidente del Consiglio Mario Monti, che fu ospite d’onore nel marzo scorso al convegno AdEPP ha recentemente dichiarato che non esiste evidenza scientifica che dimostri l’aumento del PIL, in virtù dell’abolizione degli Ordini.

“Ora urge aprire l’interlocuzione col nuovo governo per una riflessione sistematica del sistema previdenziale privato, che abbandoni la strada della stratificazione di svariati decreti non omogenei tra loro e di difficile interpretazione. Responsabilità, autonomia, controlli si devono intrecciare attribuendo compiti chiari anche nella zona grigia della nostra finalità pubblica che è spesso oggetto di polemiche” propone ancora Camporese che chiede al Governo un confronto al più presto e propone alcune problematiche urgenti come l’ingiustificato aumento della tassazione degli utili dal 12,5 al 20% comparso nell’ultima finanziaria, oltre che una rassicurazione sulle intenzioni dell’esecutivo rispetto al tema degli Ordini professionali e delle casse di Previdenza.


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Fisco: le Casse preparano ricorso sulle rendite

Scritto da admin in 2 dicembre 2011 – 16:27 -

È iniquo e discriminatorio tassare le rendite finanziarie delle casse previdenziali con un’aliquota del 20%. Ne sono convinti i rappresentanti degli enti riuniti nell’Adepp (Associazione degli enti di previdenza privati), che, come si legge in un articolo di MF, stanno preparando il contrattacco. “Siamo contrari all’aumento dal 12,5% al 20% della tassazione sulle rendite finanziarie. Siamo i più tassati d’Europa, Abbiamo intenzione di contrastare questa distorsione in tutte le sedi, e non escludiamo la possibilità di appellarci alla Corte europea dei diritti”, ha sottolineato Andrea Camporese, presidente dell’Adepp (nella foto), parlando con MF-Milano Finanza. L’affondo arriva in occasione della presentazione del primo rapporto sulla previdenza privata italiana, ieri a Roma all’Auditorium della Conciliazione. Il punto è che con le novità inserite nell’ultima finanziaria, che ha omologato la tassazione sulle rendite finanziarie portandole al 20% (eccetto i Bot), non sono stati previsti regimi agevolati per gli enti previdenziali: “Siamo tassati come un qualsiasi fondo e poi ogni nostro iscritto viene tassato nuovamente al momento dell’erogazione della prestazione previdenziale”, aggiunge Camporese. Una situazione che penalizza i professionisti che aderiscono alle casse: “A parita’ di contribuzione i nostri iscritti sono penalizzati rispetto ai colleghi europei. Noi siamo pronti a fare la nostra parte per il Paese ma non è questo il modo giusto”. Perciò i rappresentanti delle 20 casse previdenziali riunite nell’Adepp hanno deciso di muoversi insieme per massimizzare i risultati, seguendo tutte le strade possibili, a partire dal dialogo con il nuovo governo. Dialogo che il ministro per lo Sviluppo, Corrado Passera, ha assicurato di voler avviare.

Da Mondo professionisti.it Mercoledi 30 Novembre 2011


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